Del nostro nome chiediamo in famiglia praticamente subito, quando siamo piccoli: “perché mi hai chiamato così?” risuona in ogni casa fin dalla tenera età. Il proprio nome identifica noi come persona unica: ci viene imposto prima, e lo accogliamo poi, crescendoci dentro come in un abito un po’ troppo grande, che all’inizio è scomodo.
“Il mio nome è Maelle” di Maria Lucrezia Rallo parla anche di questo – del nome che è la storia, di ciò che è racchiuso dentro una parola. Il nostro nome rivela le nostre origini, gli auspici dei nostri genitori per noi.
Quella che troverete tra le pagine è una narrazione personale, emotiva ma precisa nel suo descrivere eventi, dolorosi o mondani, formativi o casuali. È la storia di Maelle e la storia della Sicilia, e del Sud del mondo, e di tutti noi. Ci insegna cosa succederebbe se ascoltassimo il dire altrui senza pregiudizi, a cuore aperto, e proprio in questo modo penetra le nostre coscienze. Una cosa è certa: non sarete le stesse persone che eravate all’inizio di questa lettura, e se non è questo lo scopo di un buon libro, quale altro potrebbe essere?
di Irene Paternostro