Chi?

Sento su di me il caldo respiro del mondo.
La carezza di ogni mio silenzio e la brezza del sentimento che diviene fatale.
Un mesto ricordo,
una luce
anzi una tomba.
Nessuna separazione tra me e Dio,
alcuna divisione tra i miei due “io”…
ridicolo splendore ed attenta frivolezza di un’età che è stata
ed ora non ha più verso,
ha perso il suo vigore.
Di un cuore di cui ne è rimasto meno di mezzo.
Follia di anime e
turbinii di pensieri che diventano la mia poesia.
Disperazione nella mia diversità
che diventa ricchezza.
Resa di tutti quelli che volevano la finissi qua.
Chi?

I miei mostri ecco qui.

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