Nel freddo della baracca
in cui solo ti ritrovi.
Tra la fuliggine e la polvere
di cemento e corpi.
Sotto le macerie o
appena vicino ad un bomba che ticchettia…
Ti chiedo scusa.
Per il tuo viso sfregiato,
per la tua manina mancante,
il tuo pancino dolente,
il fuoco sulla pelle
e la vita distrutta.
Ti chiedo scusa.
Per i sogni che non trovi più,
per la fiducia strappata e
per l’orrore che hanno visto i tuoi occhi
così piccoli e fragili…
Ti chiedo scusa.
Chissà se trovi una stella,
lì nella tua Siria umiliata.
Lì dove non trovi pace.
Lì dove non puoi restare.
A tuo fratello che è morto accanto a te,
a tuo padre che non sa dove sei e
a tua madre che piange perché non sa se ci sei…
Chiedo scusa.
Per il buio che ora ti avvolge,
per il silenzio che ti fa diventare matto,
per le lacrime che non ti fanno respirare.
Io ti chiedo il perdono.
Perché sono un numero,
in tanti niente.
Perché so e
non posso fare niente.
Perché non riesco a far cambiare
questa mia malata gente.
Ti prego… perdonami se puoi.
Ti prego… resisti finché puoi.

Meraviglioso!
Tocca le corde più profonde dell’anima.
Bravissima Marialucrezia❤️
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Davvero bellissima e profonda poesia…
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