“Squadra Mobile. L’Avamposto degli uomini perduti.” Attenzione potrebbe scuotere le coscienze!

È inutile negare quanto la terra che tanto amo sia stata vittima e complice allo stesso tempo di sacrifici e orrori che negli anni 80″ e 90″ si consumavano non solo su Palermo ma sull’intera Sicilia. Oggi,rimane, ancora un argomento così poco chiaro che addentrarsi all’interno senza cadere in “macigni” storici di una scarsa “appetibilità” o volumi di considerazioni propagandistiche, è davvero difficile o meglio impossibile. Anche questa volta il termine “Impossibile” viene magicamente trasformato in “possibile” dalla penna schietta, corretta e “pesante” di valori del Prof Alessandro Chiolo. Nonostante si considera uno “scrittore in prestito” i suoi libri riscuotono un grande successo mediatico che coinvolge lettori di tutte l’età, che hanno sete di conoscenza.

Il primo: “Nome in Codice. Quarto Savona 15 ” . È dedicato a tutti ” i ragazzi della scorta” che hanno sacrificato la loro vita per la “personalità” (il Giudice Falcone) . Questo libro ci ha catapultato in una realtà, analizzata dai media sotto i più svariati punti di vista , ma mai dai punti di vista umani di quelle altre “persone” mai citate per nome che hanno non sacrificato ma piuttosto donato con affetto la loro vita per un’ideale ancora più grande e nobile,quasi inconcepibile per le nuove generazioni: Il senso del DOVERE. Ed ecco conoscere l’umanità di uomini come Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Nomi non solo da stampare nelle lapidi, o da bai passare nelle manifestazioni , ma da stampare nelle nostre vite,tutti i giorni.

Nel secondo libro ,invece, il Prof ci ha portato nella Palermo degli anni 80″ , la Palermo della “Mattanza” . Quella stessa Palermo che vedeva schierati su due fronti: “Cosa Nostra” e la ” Squadra Mobile di Palermo” con un team d’eccellenza. Ed anche se il libro del prof Chiolo non vuole “avere la pretesa di essere un documento storico” ci introduce sicuramente ,con quella raffinatezza e concretezza che è tipica del suo stile, nella scienza della Storia. Senza mai esagerare, rischiando di rendere le informazioni fornite un vero e proprio “magone ” non adatto a tutti. Il Prof riesce insomma a rendere comunicabile, anche l’incomunicabile. Ne è testimonianza il suo lavoro certosino nella lettura di documenti, articoli di giornale e il rapporto dei “162” o ” Michele Greco+ 161″. Un grande lavoro quello del Prof, che con attenzione ha selezionato le informazioni che potevano soddisfare ed intrigare il lettore in chissà magari un futuro approfondimento della “Nostra Storia”. Certo il tutto è stato arricchito dall’unica testimonianza diretta di quegli anni, il Dr. Francesco Accordino, che ha collaborato fornendo dettagli e risposte. Risposte a domande che serbavamo tutti nel nostro cuore da tempo, domande di chi non viveva quella realtà dall’interno. Domande di chi aprendo per la prima volta gli occhi su questa terra si chiede il perché di tante cose. Non trovo affatto azzardato il buon proposito da parte dell’autore di dare quell’immortalità al Dr. Accordino, che essendo l’unico superstite , porta su di se la pesante responsabilità e l’onorificenza di non rendere vano il lavoro dei suoi colleghi, andati via troppo presto, attraverso l’unica arma: la memoria.

Ma credo che la particolarità di questo libro, quel particolare che lo rende diverso dagli altri è la scelta, adottata anche nel precedente libro, di presentare la seconda versione dei fatti. Quella che va oltre le divise, le toghe dei nostri uomini e donne di Stato…

Rintracciare nella vita di tutti questi UOMINI e DONNE (la scelta del “maiuscolo ” vi assicuro non è casuale) il loro esseri umani. Ricchi di pregi e difetti, debolezze e punti di forza. Ovviamente questo lavoro non sarebbe stato possibile senza la completa disponibilità da parte dei familiari dei giusti uccisi ingiustamente. Un atto, a mio parere, di un amore incondizionato nei confronti dei loro cari. Perché si sa bene che a seguito di una perdita, la prima difesa che si assume nei confronti del mondo è appunto il silenzio, la riservatezza ma soprattutto la mancata disponibilità di mettere in “Piazza” i momenti più intimi e familiari che ti legano al tuo caro. Invece loro no, loro sono la piacevole eccezione alla regola… non so se è la sete di giustizia o semplicemente l’amore incondizionato ma so che senza di loro nessuno di noi potrebbe essere un uomo o donna diversa dopo aver evitato l’oblio della memoria. E tutto questo il Prof è riuscito a racchiuderlo nel suo libro.

Apprezzo e stimo il modo e la delicatezza che il Prof Chiolo usa per entrare nelle vite dei familiari delle vittime. Trovo che con il suo “farsi piccolo” riesca a trovarsi cuore a cuore con la persona che gli sta davanti e quindi riuscire ad immagazzinare tutta la forza, la rabbia e la speranza che c’è nell’altro e quindi di conseguenza trasmetterlo al pubblico di lettori. Riesce senza problemi a farti immergere (nel vero senso della parola) nelle storie, a farti immaginare luoghi attraverso le sue descrizioni così vive, e poi a lasciarti andare ma non certamente pulito e “cieco” come prima.

Un altro aspetto che ci tengo a sottolineare è la cura che il Prof Chiolo ha nel raccontare i particolari, i dettagli delle storie dei familiari delle vittime . Riconoscendo , con discrezione , il loro bisogno di attaccarsi ai ricordi per evitare l’oblio dei sentimenti. Come se quei particolari fossero l’unica possibilità per tenere in vita sulla terra il proprio caro. Particolari che per noi potrebbero essere uguali ad altri particolari ma per loro sono unici ed irripetibili. Come ancore ai loro ricordi.

Ed infine vorrei esprimere e condividere la mia emozione davanti ad un uomo, un padre, un sostenitore della giustizia come il Prof che riesce ancora ad emozionarsi e perché no, anche a piangere. Ma sopratutto avere il bisogno di comunicarlo, senza vergogna , a tutti i suoi lettori. Superando i cliché comuni secondo i quali il “vero uomo è colui che non mostra i sentimenti” . Ed ora ribalto l’affermazione e vi pongo una domanda…. “Non sono i sentimenti che rendono un uomo vero? Cosa sennò potrebbe differenziarci dai robot?”

E concludendo …

Se è vero, per come ha detto Bufalino, che “La Mafia sarà vinta da un esercito di insegnanti”. Possiamo dire che il Prof Chiolo ha già iniziato la battaglia!

Quindi per chi ancora non avesse avuto il piacere di leggere questo LIBRO (ribadisco l’uso del “maiuscolo”😉) non posso che consigliarvi di correre in libreria…

Un’ unica raccomandazione, questo libro potrebbe sconvolgervi la vita e magari smuovere le coscienze. In caso di questi possibili sintomi… Siate Felici!

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